Il tuo smartphone resiste all’acqua? Scopriamolo…
Ti è mai capitato di far cadere lo smartphone nel lavandino, di usarlo sotto la pioggia o semplicemente di avere il dubbio se puoi portarlo con te in piscina senza trasformarlo in un costoso fermacarte? Se la risposta è sì, allora sei nel posto giusto. Oggi parliamo proprio di questo: resistenza all’acqua degli smartphone. Ti guiderò in questo mondo fatto di sigle strane come IP67 e IP68, ti spiegherò cosa significano e ti darò qualche dritta per capire se il tuo cellulare sopravviverebbe a un tuffo imprevisto. Pronto? Iniziamo…
Cosa significa “resistente all’acqua”?
Prima di tutto, dobbiamo chiarire un concetto fondamentale: “resistente all’acqua” non significa “impermeabile” in senso assoluto. In altre parole, anche se uno smartphone ha una certa protezione, non vuol dire che puoi usarlo come una GoPro sott’acqua o che puoi lavarlo sotto il rubinetto dopo averlo sporcato di Nutella (anche se l’idea è allettante).
La resistenza all’acqua viene misurata attraverso una certificazione chiamata IP, che sta per Ingress Protection. Questa certificazione indica quanto un dispositivo sia protetto contro la polvere e i liquidi.
E qui arrivano i famosi codici come IP67, IP68, IP69, ecc.
Come leggere la sigla IP
La sigla IP è seguita da due numeri:
- Il primo numero indica la protezione contro i solidi (come la polvere). Va da 0 a 6.
- Il secondo numero indica la protezione contro i liquidi. Va da 0 a 9.
Ad esempio:
- IP67: totalmente protetto dalla polvere e resistente all’acqua fino a 1 metro di profondità per massimo 30 minuti.
- IP68: completamente sigillato contro la polvere e resiste a immersioni più profonde e prolungate (spesso fino a 1,5 metri per 30 minuti, ma può variare).
- IP69: protegge contro getti d’acqua ad alta pressione e alte temperature. Insomma, praticamente un carro armato.

Ma quindi… il tuo smartphone com’è messo?
Ora arriva la parte interessante: come fai a sapere se il tuo telefono è resistente all’acqua? Ci sono diversi modi per scoprirlo:
- Controlla la scatola o il sito del produttore: di solito, se ha una certificazione IP, viene indicata chiaramente.
- Cerca il modello online seguito da “IP rating”: ad esempio, “iPhone 13 IP rating”.
- Vai su siti affidabili: portali come Navigaweb.net fanno spesso liste aggiornate di smartphone con certificazioni di resistenza.
Esempi di smartphone resistenti all’acqua
Ecco una carrellata di alcuni smartphone (di fascia alta e non) che vantano certificazioni importanti:
- Apple iPhone 11 e successivi: IP68. Possono resistere a immersioni fino a 6 metri per 30 minuti. Ma non portarli a fare immersioni con le bombole, ok?
- Google Pixel 6, 7 e 8: IP68. Ottimi anche in caso di pioggia improvvisa o di cadute accidentali nella vasca.
- Samsung Galaxy S22, S23: IP68. Sono tra i più resistenti in circolazione.
- OPPO Reno13 Pro, Find X8 Pro: IP68. Eleganti e robusti.
- Xiaomi 15, Redmi Note 14 Pro: IP68. Attenzione però, non tutti i modelli Xiaomi sono certificati!
- Realme 14 Pro+: addirittura IP66, IP68 e IP69! Una bestia, con Snapdragon 7s Gen 3 e batteria da 6000 mAh.
Occhio a questi dettagli!
Anche se il tuo smartphone ha una certificazione IP, ci sono alcune cose da sapere:
- Non è una garanzia eterna: col tempo le guarnizioni possono deteriorarsi.
- L’acqua salata o clorata è nemica: può corrodere le protezioni.
- La garanzia spesso non copre i danni da liquidi, anche se il telefono è certificato.
E i telefoni rugged?
Se sei un tipo da escursioni, lavori in cantiere o semplicemente sei molto distratto, potresti considerare un telefono rugged. Sono dispositivi progettati per resistere a tutto: urti, polvere, immersioni e persino temperature estreme.
Alcune caratteristiche:
- Certificazioni IP68 o IP69.
- Struttura rinforzata.
- Batteria super lunga durata.
Non saranno i più belli da vedere, ma ti salvano la vita quando il telefono vola da un’impalcatura o cade in un fiume.

Come comportarti con un telefono resistente all’acqua
Anche se hai un telefono con certificazione IP, usa sempre un po’ di buon senso. Ecco qualche consiglio pratico:
- Non immergerlo intenzionalmente, a meno che non sia strettamente necessario.
- Dopo un contatto con l’acqua, asciugalo bene, soprattutto le porte di ricarica.
- Non caricarlo se è ancora bagnato!
- Evita l’acqua salata o con sapone.
Cosa fare se il telefono si bagna ma non è certificato?
Tragedia? Non necessariamente. Segui questi passaggi:
- Spegni subito il telefono.
- Asciugalo con un panno.
- Non usare phon o fonti di calore.
- Mettilo in un contenitore con riso o sacchetti anti-umidità.
- Aspetta almeno 48 ore prima di provare a riaccenderlo.
Conclusioni
Insomma, oggi gli smartphone sono sempre più resistenti, ma non sono indistruttibili. Conoscere la certificazione IP del tuo dispositivo ti aiuta a capire fin dove puoi spingerti (letteralmente) con lui. Se sei un amante dell’avventura o semplicemente un po’ goffo, sapere che il tuo telefono può sopravvivere a qualche goccia è un bel sollievo. Ma ricorda: meglio prevenire che piangere davanti a uno schermo nero. Quindi, la prossima volta che ti chiedi se puoi rispondere a una chiamata sotto la doccia… pensaci due volte. O almeno, controlla la sigla IP!


