Telefonia e App

Quali app consumano più batteria?


Ti è mai successo di uscire la mattina con la batteria al 100% e ritrovarti a metà giornata già in modalità “caccia alla presa elettrica”? E magari non hai neanche fatto chissà cosa: due messaggi, un’occhiata ai social, un paio di foto… eppure il telefono è già moribondo. Tranquillo, non sei solo. La verità è che spesso il vero nemico non sei tu, ma le app che rimangono attive in background. In questo articolo vediamo quali app consumano più batteria e cerchiamo di capire anche come limitare i danni. Sei pronto? Partiamo…

Sì, perché molte applicazioni continuano a lavorare anche quando non le stai usando. Magari ti sei dimenticato di chiudere un gioco, oppure hai installato un’app che controlla il meteo ogni 5 minuti senza dirti niente. Il risultato? Il livello di carica scende sempre più. Ma per fortuna c’è un modo per scoprire quali sono le app energivore e limitarne i danni.

Le App che non dormono mai

Sia su Android che su iPhone esistono strumenti integrati che ti permettono di capire quali app consumano più batteria. Su Android, basta aprire le Impostazioni e andare nella sezione “Batteria”. Lì troverai una lista dettagliata delle app con l’indicazione precisa di quanta energia hanno consumato, sia quando le usavi attivamente, sia quando erano in background.

E già queste informazioni possono esserti davvero utili. Ti accorgi, ad esempio, che Facebook o TikTok hanno consumato più del 20% senza neanche essere stati aperti quel giorno.

Quali app consumano più batteria?

Su iPhone, il principio è simile. Vai in “Impostazioni”, poi “Batteria”, e troverai un grafico ben fatto che mostra l’andamento del consumo nelle ultime 24 ore o 10 giorni. Apple distingue tra attività sullo schermo e attività in background, ed è qui che spesso scopri le sorprese: app che hai aperto 3 minuti ma che continuano a lavorare dietro le quinte per ore.

Ma c’è di più: alcune app, soprattutto quelle di posta, social network, streaming e notizie, si collegano a internet a intervalli regolari per cercare aggiornamenti, notifiche, messaggi… anche quando non le hai chieste nulla. E ogni “risveglio” del telefono, ogni piccolo download, ogni animazione… consuma energia.

Occhio alla salute della batteria

Un altro punto da considerare è che, con il passare del tempo, le batterie al litio iniziano a perdere capacità. Quindi non è solo colpa delle app, ma anche dell’invecchiamento naturale della batteria stessa. Su Android, a seconda del produttore, puoi controllare lo stato della batteria tramite codice (per esempio digitando ##4636## nel dialer, anche se non sempre funziona su tutti i modelli).

Se vuoi una soluzione più pratica, ci sono app come AccuBattery che non solo ti mostrano quanto consuma ogni app, ma ti dicono anche se la batteria è ancora in salute o è ora di pensare a un cambio.

Anche su iPhone puoi dare un’occhiata allo stato della batteria andando in “Impostazioni > Batteria > Stato e carica della batteria”. Lì vedrai la “capacità massima” attuale, che ti indica se il tuo iPhone riesce ancora a trattenere l’energia come quando era nuovo. Se sei sotto l’80%, è probabile che la batteria inizi a fare cilecca.

Ma come le fermo queste App?

Bene, una volta che hai identificato le app colpevoli, ci sono diversi modi per tenerle sotto controllo. Il più semplice è disattivare l’aggiornamento in background.

Su Android, questa opzione è spesso nascosta nelle impostazioni dell’app stessa o in quelle generali. Su iPhone, invece, puoi andare in “Generali > Aggiorna app in background” e togliere il permesso alle app che non hanno davvero bisogno di essere sempre aggiornate.

Un altro consiglio utile che ti posso è ridurre il numero di notifiche attive. Ogni volta che il telefono riceve una notifica, si accende lo schermo, vibra, suona… e consuma. Soprattutto se ricevi notifiche da app che non ti interessano davvero. Meglio ridurre all’essenziale.

In situazioni di emergenza – tipo quando stai per uscire e ti accorgi che hai il 15% di batteria – puoi sempre attivare la modalità risparmio energetico. Funziona sia su Android che su iPhone, e limita drasticamente le attività in background, rallentando un po’ il telefono ma guadagnando ore preziose di autonomia.

Altri consigli da usare subito

Oltre a tutto questo, ci sono piccoli accorgimenti che messi insieme fanno la differenza. Ad esempio: tieni la luminosità dello schermo su automatico (o abbassala manualmente quando puoi), spegni il GPS quando non lo usi, disattiva Wi-Fi e Bluetooth se sei fuori casa e non ti servono, ed evita di tenere aperti troppi giochi o app pesanti in background.

Anche disinstallare app che non usi da mesi può aiutare: molte di loro, anche se non le apri, fanno comunque qualcosa in background.

Conclusione

Il livello della batteria del tuo smartphone non deve creare ansia. Basta sapere dove guardare e come leggere i segnali per scoprire chi sono i veri colpevoli e fare un bel taglio alle app che consumano troppo. Fai una prova oggi stesso: controlla l’uso della batteria, togli il superfluo, e vedi come cambia la durata. Potresti sorprenderti. 

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