Come smontare il MegaBeat One
Era il 1995 quando decisi di acquistare quello che all’epoca rappresentava una vera rivoluzione per gli strumenti audio professionali: il MegaBeat One. Si trattava di un player MIDI innovativo, dotato di hard disk interno, capace di contenere decine di migliaia di file MIDI con testo sincronizzato. Per chi, come me, lavorava con basi musicali e arrangiamenti, era un cambiamento epocale: niente più scatole piene di floppy disk, ma tutto a portata di mano in un unico strumento.
Da allora, smontare il MegaBeat One è diventata una routine semestrale. Ogni sei mesi lo apro per effettuare il backup dei dati e per apportare, dove possibile, qualche piccola miglioria. In quasi due decenni di utilizzo ho imparato a conoscerne ogni vite, cavo e componente, affrontando anche i limiti tecnologici di un dispositivo nato in un’epoca in cui lo spazio di archiviazione si misurava in megabyte e non in gigabyte o terabyte.
Gli aggiornamenti hardware nel tempo
In origine il MegaBeat One montava un hard disk da soli 512 MB (sì, proprio megabyte!). Successivamente sono riuscito a sostituirlo con modelli più capienti: prima da 1,5 GB e infine da 2 GB. Questi upgrade, che oggi possono sembrare ridicoli, all’epoca rappresentavano un enorme miglioramento in termini di spazio e praticità.
Tuttavia non tutto è stato semplice: il MegaBeat One funziona correttamente solo con hard disk che abbiano un basso assorbimento energetico in fase di accensione. Inoltre il suo filesystem proprietario non è leggibile da PC, rendendo impossibile collegare direttamente l’hard disk a un computer per copiare i dati. La soluzione? Usare Clonezilla, un software open source che consente di clonare l’intero contenuto del disco senza errori di compatibilità.
Come smontare il MegaBeat One
Vediamo ora passo dopo passo come aprire e smontare il MegaBeat One, operazione utile sia per fare manutenzione che per sostituire l’hard disk interno.

1. Rimuovere le viti esterne
Per prima cosa bisogna rimuovere le tre viti poste sotto il pannello frontale con una chiavetta a brugola.

Successivamente si procede con le tre viti sul pannello posteriore…

… e con le quattro viti che bloccano i pannelli laterali.

2. Esplorare l’interno
A questo punto si può sollevare il coperchio e osservare l’interno del dispositivo. Da un lato troviamo la scheda audio…

… mentre dall’altro lato si trovano l’hard disk e il lettore di floppy disk, indispensabile all’epoca per caricare nuovi file MIDI.

3. Scollegare i componenti
Bisogna quindi sollevare leggermente la parte superiore in modo da poter sganciare il flat cable del pannello di comando…

… e staccarlo con delicatezza dalla scheda madre.

4. Rimuovere l’hard disk
Ora si possono svitare le viti che fissano l’hard disk: prima le due anteriori…

… e poi le altre due sul lato opposto.

A questo punto si scollegano i due cavi: quello di alimentazione e quello di segnale.

Backup e clonazione
Una volta rimosso, l’hard disk può essere copiato clonandone il contenuto con Clonezilla. Questo processo permette di sostituirlo con un disco nuovo (ad esempio un Compact Flash con adattatore IDE, soluzione molto usata oggi per ridurre rumore e consumi) senza perdere nessun dato.
Conclusioni
Il MegaBeat One, nonostante i suoi limiti tecnologici rispetto agli standard attuali, rimane uno strumento affascinante e incredibilmente utile per chi ha iniziato a lavorare con le basi MIDI negli anni ’90. Con una manutenzione regolare e qualche aggiornamento mirato, continua a funzionare egregiamente anche a distanza di quasi trent’anni. Una vera testimonianza della solidità e dell’ingegno delle macchine di quell’epoca.
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