Trasferire playlist da Spotify a Apple Music
Se hai deciso di cambiare piattaforma musicale, probabilmente ti stai chiedendo: come faccio a portare con me tutte le mie playlist da Spotify a Apple Music senza doverle ricreare da zero?
Passare da un servizio di streaming a un altro può sembrare complicato, soprattutto se hai accumulato anni di playlist, brani preferiti e album salvati. Ma oggi il processo è diventato addirittura ufficialmente integrato in Apple Music. In questo articolo ti spiego, passo dopo passo, come trasferire le playlist da Spotify a Apple Music, quali strumenti puoi usare e quali accorgimenti ti conviene adottare per non perdere nulla per strada. Partiamo…
Perché trasferire le tue playlist
Le ragioni possono essere tante: magari ti sei stancato di Spotify, vuoi provare l’audio senza perdita di Apple, oppure ti sei semplicemente immerso nell’ecosistema Apple con iPhone, Mac e AirPods e vuoi centralizzare tutto in un unico posto. In ogni caso, la cosa più preziosa che hai su Spotify sono le tue playlist personalizzate, create negli anni o curate con attenzione per ogni occasione. Buttarle via sarebbe impensabile, così come ricopiarle a mano, ed è qui che entrano in gioco gli strumenti di trasferimento.
Apple Music ora ti dà una mano
Fino a poco tempo fa, trasferire playlist significava affidarsi a servizi di terze parti come TuneMyMusic, Soundiiz o SongShift. Oggi, invece, Apple ha deciso di semplificarti la vita: ha introdotto una funzione nativa per importare musica da altri servizi, tra cui Spotify.
Per usarla non devi installare nulla. Ti basta aprire le Impostazioni del tuo iPhone, scorrere fino a Musica e cercare la voce “Trasferisci musica da altri servizi”. Qui puoi scegliere Spotify, effettuare l’accesso al tuo account e autorizzare Apple Music a leggere le tue playlist.
Una volta fatto, potrai avviare il trasferimento direttamente dall’app Musica. Apple si occuperà di cercare ogni brano su Apple Music e ricreare automaticamente le tue playlist.

La funzione è in rilascio graduale, quindi potresti non trovarla subito se vivi in un Paese dove non è ancora attiva. In questo caso, puoi ricorrere ai metodi alternativi di cui ti parlo tra poco.
Cosa succede dietro le quinte
Quando chiedi ad Apple Music di importare una playlist, il sistema non copia fisicamente i file musicali, ma cerca di abbinare ogni brano alla versione disponibile nel proprio catalogo. Se un titolo non è presente o la corrispondenza non è perfetta (ad esempio una versione live o un remix), ti verrà chiesto di verificare manualmente l’abbinamento.
Apple ti dà 30 giorni di tempo per completare questa revisione. Dopo di che, potrai avviare un nuovo trasferimento solo trascorso questo periodo. È un limite pensato per evitare abusi e ridurre i conflitti tra le librerie, ma è bene tenerlo a mente se hai molte playlist da spostare.
Se non hai ancora la funzione Apple: ecco le alternative
Se nel tuo Paese la funzione non è ancora disponibile, puoi usare uno dei tanti servizi esterni che da anni aiutano gli utenti a migrare le proprie playlist. I più affidabili e diffusi sono:
- TuneMyMusic, servizio web semplice e veloce: colleghi Spotify e Apple Music, selezioni le playlist e lasci che faccia tutto lui. Puoi anche impostare la sincronizzazione automatica tra i due servizi o creare un backup in locale.
- SongShift, app per iPhone e iPad molto intuitiva: dopo aver concesso le autorizzazioni, ti mostra ogni playlist e ti permette di controllare i brani prima di confermare. È lo stesso servizio con cui Apple collabora per la funzione ufficiale.
- Soundiiz e FreeYourMusic, piattaforme simili che offrono funzioni avanzate, ideali se vuoi trasferire anche album, artisti preferiti o brani salvati.
Questi strumenti funzionano tutti in modo analogo: collegano i due account, leggono le playlist da Spotify e cercano corrispondenze su Apple Music basandosi su metadati come titolo, artista e durata. Una volta terminato il processo, troverai le tue playlist pronte nell’app Musica.
Attenzione ai permessi e alla privacy
Quando usi servizi esterni, ricordati che stai autorizzando una terza parte ad accedere ai tuoi account musicali. In genere l’accesso avviene tramite il sistema OAuth, cioè un consenso temporaneo che consente di leggere e scrivere dati sulle tue playlist.
Prima di accettare, controlla sempre quali permessi vengono richiesti. Alcuni servizi chiedono solo di leggere le playlist, altri anche di modificarle o creare nuove. Dopo il trasferimento, ti consiglio di revocare l’autorizzazione andando nelle impostazioni di Spotify e Apple Music: in questo modo eliminerai ogni token residuo. È una buona pratica per la sicurezza dei tuoi account.
Consigli per un trasferimento perfetto
Per evitare problemi o brani mancanti, segui qualche accorgimento:
- Aggiorna le app di Spotify e Apple Music all’ultima versione disponibile.
- Assicurati che Sincronizza libreria sia attiva su Apple Music: è la funzione che permette di mantenere allineata la tua musica su tutti i dispositivi.
- Prima di iniziare, controlla la connessione Internet: il processo può richiedere tempo, specialmente se hai centinaia di brani.
- Dopo il trasferimento, entra in Apple Music e verifica la sezione “Verifica la musica”: qui puoi sistemare manualmente eventuali tracce non trovate o duplicati.
- Se usi un servizio di terze parti, esporta un backup delle playlist in formato CSV o testo. Ti sarà utile se qualcosa va storto o se vuoi importarle in futuro in un altro servizio.
I limiti del trasferimento
Qualsiasi metodo tu scelga, devi sapere che non tutto può essere trasferito. Le playlist editoriali o generate automaticamente da Spotify (come le Daily Mix o Discover Weekly) non sono considerate tue, quindi non possono essere migrate. Lo stesso vale per alcune versioni locali o brani non disponibili nel catalogo Apple Music: in questi casi dovrai cercarli manualmente.
Un’altra differenza importante riguarda i brani “Mi piace”. Su Spotify esiste una sezione separata di “brani preferiti”, mentre Apple Music utilizza un sistema di “preferiti” integrato. Alcuni servizi li importano correttamente, altri no: ti conviene sempre ricontrollare dopo la migrazione.
Dopo il trasferimento: cosa aspettarti
Una volta completata la procedura, troverai le tue playlist all’interno di Apple Music, pronte per essere riprodotte. Potresti notare qualche piccola differenza nell’ordine dei brani o nella copertina, ma nella maggior parte dei casi il risultato è molto fedele.
Ricorda che Apple Music aggiorna continuamente i propri algoritmi di matching, quindi nel tempo la qualità del trasferimento dovrebbe migliorare sempre di più. Se in futuro aggiungerai nuove playlist su Spotify, potrai trasferirle di nuovo con lo stesso metodo o — se usi TuneMyMusic — impostare la sincronizzazione automatica per tenerle sempre allineate.
Conclusione
Trasferire le playlist da Spotify a Apple Music non è più un’impresa. Grazie alla nuova funzione integrata di Apple e ai servizi terzi sempre più precisi, puoi spostare anni di musica in pochi minuti senza perdere i tuoi brani preferiti e senza dover ricreare da zero le playlist.
L’unica cosa che ti serve è un po’ di pazienza per controllare le corrispondenze e, se vuoi fare le cose fatte bene, ricordarti di gestire i permessi di accesso ai tuoi account.




