Come scaricare tutte le foto di Google Photos su un disco esterno
Per anni hai caricato tutte le tue foto e i tuoi video su Google Photos ed ora vuoi fare un backup? Google Photo è comodo. Ti basta aprire l’app e lì ci sono tutti i tuoi ricordi. Ma un giorno ti fermi a pensare: “E se succedesse qualcosa al mio account Google? O se un bug cancellasse i miei contenuti?”. O magari devi partire per un posto senza connessione e vuoi portarti dietro le tue foto.
È in quel momento che capisci che avere solo un backup nel cloud non basta. Per stare davvero tranquillo devi avere anche una copia fisica dei tuoi ricordi su un disco esterno. Oggi scopriamo come fare. Sei pronto? Iniziamo…
Scaricare tutte le foto di Google Photos su disco
In questo articolo ti spiego in modo semplice e passo-passo come scaricare tutte le foto di Google Photos su un disco esterno. Non servono competenze tecniche né software complicati: bastano un po’ di pazienza, una connessione decente e un disco capiente. Vedremo anche alcuni trucchi che ho imparato sulla gestione dei metadati (data, ora, album, geolocalizzazione) e su come organizzare meglio il tuo archivio. Dai partiamo…
Perché scaricare le foto da Google Photos su un disco esterno
Google Photos è comodissimo, ma non è infallibile. Ecco perché dovresti pensare a un backup locale:
- Accesso offline: se viaggi, se sei senza Wi-Fi o rete mobile, le tue foto sul disco esterno saranno sempre accessibili.
- Protezione da problemi con l’account: smarrire la password, un hack, una sospensione dell’account… possono succedere e rischi di perdere tutto.
- Difesa da perdita di dati: eventi rari, ma possibili. Alcuni utenti hanno raccontato di avere perso anni di foto a causa di problemi tecnici.
- Maggiore controllo: avere le foto fisicamente ti permette di fare quello che vuoi: stamparle, archiviarle, importarle in altre app senza limiti.
Un altro vantaggio? Scaricare tutto ti dà l’occasione di fare ordine: eliminare duplicati, sistemare date, rinominare file, mettere in sicurezza i momenti più importanti.
Cosa ti serve per partire
Prima di iniziare, assicurati di avere:
- Un disco esterno capiente: può essere un classico hard disk portatile, un SSD oppure, per i più smanettoni, un case USB-C per un SSD NVMe. Valuta le dimensioni: 1 TB può andare bene per raccolte medio-grandi, 2 TB o più se hai tanti video.
- Una connessione internet stabile: il download può essere di decine o centinaia di gigabyte, quindi serve un minimo di banda e pazienza.
- Tempo e un po’ di ordine: il processo non è complicato, ma può richiedere qualche ora o giorno per completare l’export.
Come scaricare le foto con Google Takeout
Google mette a disposizione un servizio ufficiale per esportare i tuoi dati da tutte le sue piattaforme, Google Takeout. È lo strumento più semplice e affidabile per scaricare l’intera libreria di Google Photos in un colpo solo.
Ti spiego i passaggi nel dettaglio:
1. Accedi a Google Takeout
Apri il tuo browser e vai su Google Takeout. Se hai più account Google, controlla di essere loggato in quello giusto. Questo è un punto banale ma fondamentale: scaricherai solo le foto dell’account selezionato.
2. Seleziona solo Google Photos
La prima pagina mostra tutti i servizi Google da cui puoi esportare dati. In alto troverai un pulsante “Deseleziona tutto”. Cliccalo e poi scorri fino a “Google Photos” e selezionalo.
Se vuoi scaricare tutto, lascia l’opzione “Tutti gli album selezionati”. Se invece preferisci scegliere singoli album, clicca su “Tutti gli album inclusi” e spunta solo quelli che ti interessano.

3. Scegli modalità di consegna e frequenza
Dopo aver selezionato Google Photos, scorri in basso e clicca “Avanti” o “Passaggio successivo”.
Ora puoi decidere come ricevere i file:
- Link di download via email (quello che ti consiglio se vuoi metterli su un disco esterno);
- Oppure trasferimento diretto su altri cloud come OneDrive, Dropbox ecc.
Per un backup una tantum, lascia “Esporta una sola volta”. Se vuoi ricevere un export automatico ogni due mesi per un anno, puoi selezionare l’opzione corrispondente (ma ricorda: saranno esportazioni complete, non incrementali).
4. Scegli formato e dimensione dei file
Lascia come formato .zip, è più compatibile. Per la dimensione, Google ti offre varie opzioni: 2GB, 4GB, 10GB, 50GB. Più grande è il file, meno archivi dovrai scaricare, ma potrebbe essere più difficile con connessioni lente.
Quando hai scelto tutto, clicca “Crea export”.
5. Aspetta l’email di Google
Google preparerà l’archivio. Se hai pochi dati può bastare un’ora; se hai centinaia di gigabyte può volerci qualche giorno. Quando è pronto riceverai un’email con il link per scaricare gli archivi.
6. Scarica e estrai gli archivi
Clicca i link nell’email e scarica tutti gli archivi .zip sul tuo computer. Attenzione: i link di download scadono (in genere dopo una settimana), quindi non rimandare troppo.
Dopo averli scaricati, estrai i file su una cartella del tuo computer o direttamente sul disco esterno. Dentro troverai cartelle con le tue foto e video organizzate per anno, mese o album.
Ecco fatto: hai ora una copia locale di tutti i tuoi ricordi.
I limiti di Google Takeout (e come gestirli)
A questo punto potresti pensare che sia tutto finito, ma ci sono alcune particolarità importanti che l’esportazione non ti dice:
- File JSON separati: per ogni foto o video troverai un file
.jsoncon gli stessi nomi. Dentro ci sono informazioni come la data e l’ora originali, la posizione, eventuali descrizioni o modifiche fatte su Google Photos. Questi dati non sempre sono già scritti dentro l’immagine o il video. Se vuoi che i tuoi file sul disco abbiano tutte queste informazioni, devi “fonderle” usando uno strumento (ti spiego tra poco). - Album e struttura: Takeout ricrea una struttura di cartelle che può sembrare disordinata. Alcuni file finiscono in “album” specifici, altri in cartelle per anno, altri ancora in “date unknown”.
- Date dei file: la data del file sul disco (quella che vedi in Esplora risorse) può essere la data dell’esportazione, non quella in cui la foto è stata scattata. I dati corretti sono negli EXIF o nei
.json. - Duplicati: se una foto appartiene a più album, Takeout può esportarla più volte. Questo aumenta lo spazio occupato.
Non è la fine del mondo, ma vale la pena saperlo per evitare di ritrovarti con un archivio ingestibile.
Come sistemare i metadati dopo l’esportazione
Se ti accontenti di avere le foto così come sono, puoi saltare questo paragrafo. Se invece vuoi che i file sul disco abbiano le stesse date, descrizioni e geolocalizzazioni che vedevi su Google Photos, ti conviene usare uno strumento che legga i file .json e li applichi ai file originali.
Esistono diversi strumenti gratuiti che fanno questo lavoro, sviluppati da utenti che hanno affrontato lo stesso problema. Per esempio:
- gophix: una piccola utility che legge i
.jsondi Takeout e aggiorna data, posizione e descrizione dei file corrispondenti. - GooglePhotosTakeoutHelper (gpth): uno script che riorganizza gli archivi di Takeout, elimina duplicati, unisce i metadati e ti restituisce una cartella ordinata per data.
- ExifTool: un programma potentissimo per manipolare i metadati EXIF delle foto. Può essere usato per copiare le date dai
.jsonalla data di creazione del file.
Con questi strumenti puoi avere un archivio molto più pulito, cronologico e fedele alle informazioni originali. Non è obbligatorio, ma se ci tieni a ordinare le tue foto vale davvero la pena.
Alcuni consigli pratici per un backup senza stress
Ti lascio qualche suggerimento che ho imparato sulla mia pelle:
- Fai un export di prova: prima di scaricare centinaia di GB, prova con un album piccolo. Così capisci come vengono i file, i JSON, la struttura.
- Conserva gli archivi originali finché non hai verificato tutto: se qualcosa va storto nella decompressione o nell’organizzazione, hai sempre l’originale.
- Scegli bene la dimensione degli ZIP: se hai una connessione veloce, meglio pochi file grandi (es. 50GB). Se hai una connessione instabile, meglio file più piccoli.
- Non affidarti a un solo supporto: disco esterno + NAS + eventualmente un altro cloud. Segui la regola del 3-2-1 (tre copie totali, due su supporti diversi, una off-site).
- Etichetta il disco: scrivi la data del backup e cosa contiene, così in futuro sai subito di cosa si tratta.
Cosa puoi fare dopo aver scaricato tutto
Ora che hai le tue foto sul disco esterno, puoi:
- Importarle in un software di gestione foto (come Photoprism o altri) per catalogarle meglio.
- Organizzarle in cartelle per anno/evento e rinominarle.
- Fare un backup ulteriore su un altro disco o su un servizio cloud diverso da Google (per avere ridondanza… i dischi possono rompersi).
- Stampare le foto più belle o crearci album fisici.
Avere i file fisici ti dà libertà totale: non dipendi più solo dal cloud e puoi gestire i tuoi ricordi come vuoi tu.
Conclusioni
Scaricare tutte le foto di Google Photos su un disco esterno non è complicato, basta sapere come fare e avere un po’ di pazienza. Con Google Takeout puoi ottenere in poche mosse una copia completa dei tuoi ricordi. Se vuoi andare oltre e mantenere metadati e ordine, puoi usare strumenti aggiuntivi per riorganizzare e “pulire” il backup.
L’importante è non rimandare: più passa il tempo, più dati accumuli e più diventa lungo e difficile fare il backup. Prenditi qualche ora, scarica tutto e metti al sicuro i tuoi momenti più preziosi.




